L’impatto del sisma sull’attività imprenditoriale
Il 04 Ottobre 2019, a Fabriano, presso il Palazzo del Podestà, è stato presentato il quarto Rapporto sull’imprenditorialità nelle Marche, frutto della collaborazione fra la Fondazione Aristide Merloni e il Centro per l’Innovazione e l’Imprenditorialità dell’Università Politecnica delle Marche.
Oltre all’esame generale della formazione di nuove imprese, in ogni rapporto viene sviluppato un tema: in questa edizione, l’attenzione è stata posta sull’attivazione di nuove imprese nelle aree interne e, in particolare, nelle aree colpite dagli eventi sismici dell’agosto e ottobre del 2016.
L’obiettivo di tale analisi è duplice: da una parte quello di una più puntuale conoscenza delle caratteristiche dell’imprenditorialità presente nelle aree interne; dall’altro quello di valutare
l’impatto degli eventi sismici sull’attivazione di nuove imprese in quelle aree.
Quest’ultimo aspetto ha un’importanza cruciale per le prospettive di recupero e di ripresa delle aree colpite del sisma. E’ ampiamente condivisa la convinzione che la ricostruzione degli edifici e delle infrastrutture danneggiate dal sisma dovrà necessariamente accompagnarsi ad una forte attenzione alle prospettive di sviluppo economico e sociale di queste aree.
La redazione del Rapporto è stata coordinata da Donato Iacobucci. Hanno collaborato alla sua redazione Alessandra Micozzi, Francesca Micozzi e Francesco Perugini.
Durante la presentazione, sono intervenuti:
Gian Mario Spacca – Vice Presidente Fondazione Merloni, Donato Iacobucci – Coordinatore Fondazione Merloni, Sauro Longhi – Magnifico Rettore Università Politecnica delle Marche, Francesco Perugini, Alessandra Micozzi e Diego D’Adda – Centro per l’Innovazione e l’imprenditorialità, Marco Modica e Giulia Urso– GSSI – Gran Sasso Science Institute.
Nascono meno imprese: le Marche si allineano alla media nazionale
Nel 2018 è proseguita la tendenza alla riduzione dell’avvio di nuove imprese; tendenza che nelle Marche è risultata più accentuata della media nazionale. Per il totale delle nuove imprese la propensione imprenditoriale della regione (nuove imprese sulla popolazione adulta) si è pertanto progressivamente allineata alla media nazionale.
A ciò contribuiscono fattori strutturali, come il progressivo invecchiamento della popolazione, e fattori congiunturali, come la riduzione delle opportunità determinata dal prolungarsi della crisi.
Corrono manifattura e high tech
Le Marche continuano a caratterizzarsi per una maggiore vivacità imprenditoriale nelle attività manifatturiere e nei settori high-tech. Ciò è il risultato della presenza di un forte e diversificato sistema manifatturiero che favorisce la trasmissione delle competenze e alimenta la domanda di prodotti
e servizi intermedi. La maggiore vivacità di attivazione imprenditoriale nei settori high-tech è confermata dall’elevato numero di start-up innovative e spin-off universitari, imprese che si caratterizzano per l’elevata qualità del capitale umano impiegato e per l’elevato tasso di innovazione.
Il loro numero è contenuto rispetto al totale ma assumono particolare rilevanza per i processi di diversificazione e innovazione del sistema produttivo regionale. La problematica principale per queste imprese rimane quella della crescita poiché è carente nella regione la presenza di operatori finanziari specializzati e sono limitate le partnership con le imprese del territorio.

Iscrizioni nel manifatturiero sulla popolazione adulta % (Fonte: elaborazioni su dati ISTAT e CCIAA)
Gender gap e imprenditorialità femminile nelle Marche: ancora molto da fare
Nella regione, al pari del resto d’Italia, permane un notevole gap di genere nell’attivazione di nuove imprese. La propensione imprenditoriale nella popolazione adulta femminile è la metà di quella maschile.
Tale divario è ancora più accentuato per le imprese ad alto contenuto di conoscenza. Per quest’ultimo aspetto conta la scarsa presenza femminile nei percorsi di laurea STEM (science, technology, engineering and mathematics).
L’impatto del sisma sull’attività imprenditoriale
Nelle aree colpite dagli eventi sismici dell’autunno 2016 si è avuta un’accentuazione della vivacità imprenditoriale; tale accentuazione è stata più evidente nel 2017 ed è in parte confermata nel 2018.
L’incremento della natalità d’impresa ha riguardato in particolare i settori del commercio, delle costruzioni e dei servizi professionali.
Tale fenomeno è in parte determinato dalle agevolazioni e dagli incentivi all’attività imprenditoriale in queste aree, e in parte dallo spirito di reazione della popolazione.

